Questo documento analizza la storia, l'evoluzione e la filosofia del web indipendente e fatto in casa, mettendo a confronto la piattaforma storica degli anni '90 (GeoCities) con la sua controparte moderna (Neocities).
| Caratteristica | GeoCities 🌐 | Neocities 🐱 |
|---|---|---|
| Periodo d'oro | Anni '90 (chiuso nel 2009) | Dal 2013 a oggi |
| Struttura | Diviso in "quartieri" tematici (es. SiliconValley) | Basato su username e tag liberi |
| Editor di siti | Editor visivi rudimentali (WYSIWYG) e HTML base | Scrittura diretta del codice (HTML, CSS, JS) |
| Modello Economico | Gratuito con banner pubblicitari invasivi | Gratuito (senza pubblicità) / Piano Supporter |
| Estetica | GIF animate, sfondi glitter, musica MIDI di sottofondo | Retrò/Cyberpunk, ma con supporto al web moderno |
| Filosofia | Dare a tutti una "casa" gratis sul web | Reagire al web moderno monopolizzato dai social |
Fondato nel 1994 da David Bohnett e John Rezner con il nome originale di Beverly Hills Internet, GeoCities è stato il pioniere assoluto del web hosting gratuito per gli utenti comuni. La sua caratteristica più memorabile era l'organizzazione in quartieri virtuali, ognuno dedicato a un tema specifico:
Agli utenti (chiamati Homesteaders) veniva assegnato un indirizzo web basato sul quartiere e su un numero civico (es. ://geocities.com).
Nel 1999, all'apice del successo e durante la bolla delle Dot-Com, Yahoo! acquistò GeoCities per 3,57 miliardi di dollari. L'acquisizione segnò l'inizio del declino: Yahoo! impose nuove regole sul copyright e introdusse pubblicità sempre più invasive. Con l'avvento dei blog e dei primi social network (come MySpace e poi Facebook), GeoCities perse centralità, fino alla chiusura definitiva dei server americani ed europei nel 2009.
Nato nel 2013 da un'idea del programmatore Kyle Drake, Neocities (il cui nome significa letteralmente "Nuova GeoCities") nasce come una vera e propria protesta ideologica contro il web contemporaneo.
I social media moderni (Facebook, X, Instagram) hanno standardizzato l'esperienza online: tutti i profili sono identici, i contenuti sono effimeri e controllati da algoritmi commerciali. Neocities rompe questo schema offrendo spazio web gratuito, statico e privo di pubblicità, dove l'utente è l'unico vero proprietario del proprio spazio.
La chiusura di GeoCities nel 2009 ha rischiato di cancellare per sempre circa 38 milioni di pagine web, considerate da molti come il "folclore" originario di internet. Fortunatamente, prima dello spegnimento dei server, un gruppo di attivisti digitali noto come Archive Team ha scaricato quasi un Terabyte di dati.
Oggi, grazie a progetti come l'Internet Archive (con la sua Wayback Machine) e il sito di preservazione artistica OneTerabyteOfKilobyteAge, è ancora possibile navigare e studiare quei vecchi siti. Neocities raccoglie questa eredità non come un semplice museo nostalgico, ma come una dimostrazione che un web libero, creativo e decentralizzato è ancora possibile.